Il presidente della II Sezione Penale presso la Corte suprema di Cassazione, dott. Piercamillo Davigo, in una intervista a “Il fatto quotidiano”, ha elencato alcune sue idee circa i modi per arginare la eccessiva lunghezza dei procedimenti. In particolare spicca per sagacia la seguente dichiarazione: “Oggi tutti propongono i ricorsi” (in appello o in Cassazione) “e si perde un sacco di tempo – sottolinea Davigo – La sanzione pecuniaria, 2-6 mila euro a imputato, non spaventa nessuno. Anzi, non la paga quasi nessuno: lo Stato incassa solo il 4%, perché gran parte degli imputati non dichiara redditi né ha beni al sole. Basterebbe rendere responsabile in solido l’avvocato. Così, quando il cliente gli chiede di ricorrere, gli fa depositare fino a 6 mila euro e poi, in caso di inammissibilità del ricorso, verserà lui la somma al posto del cliente”.

         L’idea che ha il  dott. Davigo circa la situazione del  portafogli degli italiani è forse in linea con il suo portafogli, ma non mi sembra in linea con la realtà della maggior parte degli italiani. Credo siano ben pochi gli italiani che non si spaventino di una multa di 6.000,00 Euro. Ma quello che ha dell’incredibile è l’idea che solo chi si possa permettere di scucire allegramente seimila Euro possa fare ricorso, mentre chi deve tirare la cinghia … che vada in galera, e pazienza se è innocente.

         A parte ogni questione di ordine costituzionale e morale, appare evidente che lo Stato dovrebbe prepararsi, nella infausta ipotesi della vigenza di una norma del genere, a mantenere nelle patrie galere (già sovraffollate) non solo migliaia  di delinquenti, ma anche un buon numero di innocenti non sufficientemente benestanti: non bisogna dimenticare che circa il 50% delle condanne vengono riformate in appello! Il dott. Davigo dovrebbe inoltre mettersi d’accordo con se stesso. In altre occasioni ha sostenuto che la (da lui auspicata) abolizione della prescrizione dopo il primo grado di giudizio dovrebbe evitare l’ingiustizia sociale derivante dal fatto che solo chi si può permettere buoni avvocati è in grado di tirarla alle lunghe fino alla prescrizione. Chi invece può permettersi solo avvocati meno costosi più difficilmente può approdare alla prescrizione. L’impressione è che della giustizia sociale al dott. Davigo importi solo quando può accorciare i processi.

        Non mi preoccupa tanto il fatto che il dott. Davigo esterni siffatte posizioni, quanto il fatto che nel luglio 2018 sia stato eletto membro del CSM con 2522 voti su 9102 aventi diritto.  Spero vivamente che i voti li abbia ottenuti per altri motivi.  

                                                                                               Avv. Tullio Scirè